Dipartimento architettura rilievo disegno urbanistica storia 
Università Politecnica delle Marche 


..................................
 

URBANISTICA | Sezione Ricerca

LINEE DI RICERCA PROF. FABIO BRONZINI

Il percorso di ricerca si è snodato attraverso tre campi disciplinari che intersecano orizzontalmente l'ambiente culturale degli ingegneri e degli
architetti: l'area dell'Urbanistica in senso stretto, l'area della Tecnica Urbanistica e l'area della Pianificazione Territoriale.

Non si è trattato di esperienze nettamente separabili tra loro né riconducibili a differenti periodi temporali; l'interfacciamento interdisciplinare è
avvenuto infatti prevalentemente per esigenze di ricerca o di approfondimento scientifico che si sono poste o imposte nel tempo.

I primi approfondimenti nell'Urbanistica sono maturati in occasione dei lavori del gruppo di ricerca IT-URB, coordinato dal Prof. Astengo.

Le proposte metodologiche sono state applicate in Piani Urbanistici (Piano Urbanistico Valnerina, Piano Regolatore Generale di Chiaravalle,
Programma di Fabbricazione di S. Anatolia di Narco e di altri Comuni, piani di recupero di sistemi di nuclei storici o di singoli centri storici ecc.), e
descritte in numerose memorie o volumi (L'urbanistica trasparente - Esperienza pilota in Valnerina, Franco Angeli (n. riferimento nell'elenco
pubblicazioni: 60); Schede Urbanistiche, Quaderni dell'Istituto di Pianificazione Territoriale, Università di Ancona (55); Il PRG di Chiaravalle: la
normativa tecnica come strumento di programmazione-gestione, Marcheterritorio N. 0, Franco Angeli (45) ecc.).

L'approfondimento delle problematiche di Tecnica Urbanistica è avvenuto, in particolare, con la collaborazione alle ricerche MURST 40% della Scuola
di Roma (Problemi di controllo e strategie di intervento nell'attuale dinamica delle trasformazioni urbane, tecniche per la progettazione, calibrazione
e gestione dell'intervento in aree periferiche, tecniche di modellistica matematica (78) (79), La Nuova Forma del Piano, Morfogenesi dello spazio
urbano, ecc.).

Nell'ambito delle tecniche di progettazione urbanistica informatizzata il docente ha realizzato il Laboratorio per la progettazione
Urbanistico-Territoriale assistita da computer, un prototipo di Sportello Urbanistico, presentato presso diverse sedi universitarie e Istituti di ricerca, e
ha messo a punto un sistema integrato di analisi multicriteri, modelli di simulazione e modelli di ottimo, relazionati in numerosi congressi.

La disciplina della tecnica urbanistica è inoltre ovviamente oggetto di approfondimento nell'ambito del Corso di Tecnica Urbanistica di cui è titolare
dal 1988.

Infine, la Pianificazione Territoriale ha costituito un substrato permanente di riferimento e un'occasione di numerose collaborazioni interdisciplinari
con economisti, geografi, demografi, statistici, agrari ecc. di altre Facoltà (il Piano Urbanistico della Comunità Montana Vallesina è stato coordinato
dall'Istituto di Pianificazione Territoriale e pubblicato in Territorio Montano e pianificazione operativa, Franco Angeli (35)). E' in tale ultimo campo
disciplinare che ho stabilito rapporti con molte università straniere, partecipando come relatore a numerosi convegni all'estero.

Nell'ambito degli studi territoriali si sono sviluppati anche i rapporti con l'AISRe (Associazione Italiana Scienze Regionali) il cui Congresso del 1992 è
stato ospitato in Ancona con il diretto coinvolgimento dell'Istituto di Pianificazione Territoriale.

Alcuni risultati dell'attività svolta nell'ambito universitario sono stati raccolti nei Quaderni dell'Istituto.

La sintesi dei tre indirizzi di ricerca ha trovato un fertile campo di interscambio disciplinare nella Rivista avviata dal docente e diretta con alcuni
colleghi: Marcheterritorio - Rassegna di cultura della città e dell'ambiente, che ha visto firme di altissimo prestigio assicurare il proprio
sostegno culturale.

Rilevante è stata infine la pluriennale esperienza di Direttore di Istituto, che ha comportato, tra l'altro, un'opera di valorizzazione di un'area culturale
notoriamente non centrale in molte Facoltà di Ingegneria.

Gli approfondimenti tematici: l'Urbanistica

Dagli anni '70 l'ambito di più specifico riferimento nel settore urbanistico è stato quello connesso con la definizione di proposte metodologiche per la
redazione di Piani di recupero. Una problematica, questa, affrontata già nel 1980 con la pubblicazione del volume Centri Storici e Recupero
Programmato per la Franco Angeli (13), che ha inquadrato l'intervento urbanistico in una strategia di recupero a livello territoriale. Secondo tale
strategia vengono individuate, in primo luogo, tipologie di situazioni per i centri storici, rapportando caratteristiche "intrinseche" delle singole aree
(valenze storico-architettoniche, valenze urbanistiche, capacità insediativa residua, stato dell'edificato, disponibilità di servizi ecc.) con caratteristiche
dell'hinterland comunale in cui i nuclei insistono (rapporto domanda-offerta di alloggi, capacità imprenditoriale ecc.) e con caratteristiche territoriali
(strategie di intervento a livello comprensoriale). Dalla combinazione di tali caratteristiche vengono individuate "tipologie di situazioni per le aree
storiche" alle quali sono riferite altrettanto diversificate strategie di intervento.

L'approfondimento "sul campo", a livello urbanistico e micro-urbanistico, è stato effettuato in occasione della redazione di numerosi Piani di
recupero, in alcuni casi estesi ad interi sistemi di nuclei storici (Pievebovigliana, Fiordimonte, Monte S. Vito) o a singoli centri storici (Ostra, Monte
Fano, Loro Piceno, Filottrano, Monte Cosaro, Staffolo ecc.).

I risultati di alcuni Piani sono stati presentati su volumi monografici e saggi: Il recupero dei centri storici nella pianificazione del territorio, Il Mulino,
(5); Una metodologia di intervento per i centri storici medio-piccoli (7); Il risanamento dei centri storici, Ipotesi, (8); Una strategia per il recupero, Il
Lavoro Editoriale (25) ecc.).

Numerose sono state anche le esperienze di Piano a livello urbano, quali, ad esempio, le VG al PRG di Chiaravalle, di S. Anatolia di Narco, di
Pievebovigliana ecc.

Negli anni '80 l'attenzione alle problematiche urbanistiche si è sviluppata su tre direzioni di ricerca.

La prima ha riguardato l'individuazione e la valutazione dei principali modelli di consumo del suolo urbano con confronti tra aree di urbanizzazione
intensa e/o accelerata e aree di stasi. Lo studio, inserito a livello nazionale nell'ambito della ricerca IT-URB, coordinata da G. Astengo, ha permesso
di analizzare numerose aree urbane significative e campione, valutando le diverse tipologie fisico-morfologiche, i diversi modelli di consumo di suolo
e i diversi corrispondenti assetti urbani, analizzati anche sotto l'aspetto economico e della qualità dell'insediamento.

Tale linea di lavoro ha portato alla pubblicazione di memorie e contributi, tra cui Le Marche, Rapporto sullo stato dell'urbanizzazione in Italia,
Quaderno n. 8 di Urbanistica Informazioni (49).

La seconda direzione di ricerca sviluppata negli anni '80 ha riguardato lo studio delle periferie urbane, i modelli di assetto urbanistico che le
caratterizzano, le diverse soluzioni progettuali per una loro rivalorizzazione sia a livello di strategia urbana che di singola periferia. La
strumentazione predisposta e sperimentata in diverse aree fa riferimento sia alle usuali tecniche di analisi, interpretazione e progettazione del riuso,
sia a procedure a carattere sistemico. Tra queste ultime si ricorda la predisposizione di un sistema integrato di: modelli di performance per la
qualificazione dello stato di periferizzazione e del livello di qualità funzionale e ambientale delle singole aree periferiche; analisi multicriteri per la
scelta degli interventi relativi a diversificate aree periferiche e per la valutazione del livello di perseguimento degli obiettivi di riequilibrio e riordino
delle aree stesse; modelli di ottimo per la pre-valutazione degli effetti generabili, la localizzazione e il dimensionamento ottimale degli interventi e la
ricalibrazione delle scelte operate da Piani Regolatori.

I risultati più significativi sono stati pubblicati in Politiche di piano e strategie di recupero in E. Piroddi Il recupero delle periferie urbane, Università di
Roma "La Sapienza" (78); Un sistema di modelli per il recupero delle periferie urbane, in Marcheterritorio N. 1, Franco Angeli (54) ecc.

Il terzo percorso di ricerca ha riguardato le proposte tecniche di revisione della strumentazione urbanistica di piano e delle esigenze di reinventare il
Piano in un contesto di rapido superamento delle regole del gioco e degli assunti disciplinari.

Gli indirizzi di revisione proposti hanno riguardato in particolare alcuni contenuti strategici, quali: il Piano Obiettivi, la Normativa Dinamica, la
separazione dell'azzonamento dall'assetto funzionale del Piano, il Piano Procedimento, l'azzonamento politematico, stratificato, a confini variabili a
velocità lenta o elevata, l'Osservatorio Urbanistico ecc.

Le proposte di lavoro sono state presentate in numerosi congressi e pubblicate in diverse occasioni: Dai segreti della mente ai segreti della città:
come re-inventare il Piano, Conferenza AISRe, Ancona, 1992 (82); Schede Urbanistiche, Quaderni dell'Istituto di Pianificazione Territoriale (55);
Pianificare tra crisi e sviluppo, Officina (36); Verso un nuovo modello del fare urbanistico, Pubblicazione CNR (40) ecc.


L'area della pianificazione territoriale

L'esperienza pianificatoria si inserisce in un'ottica di progettazione interdisciplinare del territorio. Ha preso avvio dall'attività maturata prima come
assegnista e ricercatore e poi come docente del Corso di Pianificazione Territoriale e si è potuta sviluppare, tra l'altro, anche con numerose
esperienze applicative.

Ha partecipato, come docente dell'Istituto di Pianificazione Territoriale, al coordinamento redazionale del Piano Urbanistico e Socio-Economico della
Comunità Montana Vallesina (Fabriano). Si tratta di un ampio studio territoriale che ha visto la collaborazione di diversi Istituti Universitari (di
urbanistica, economia, geologia, pedologia, agraria, legislazione ecc.). Il lavoro è stato, tra l'altro, sintetizzato nel volume Territorio Montano e
Pianificazione operativa (35) per la Franco Angeli.

Nello stesso contesto territoriale (Comunità Montana Vallesina) ho realizzato molti Piani settoriali, quali il Piano dei Trasporti e il Piano delle
Infrastrutture.

Nell'ambito della attività universitaria di consulenza svolta per conto dell'Istituto di Pianificazione Territoriale va ricordato anche il Piano Territoriale
di Coordinamento dei Comuni della Bassa Valle dell'Esino e lo Studio urbanistico territoriale del Comune di Chiaravalle e del suo hinterland.

L'esperienza professionale e scientifico-didattica ha riguardato molte e diverse altre realtà comprensoriali, quali i Piani della Comunità Montana
dell'Alta Valmarecchia, della Comunità Montana dell'Alto Fiastrone, Chienti e Nera (Camerino) e, nell'ultimo decennio, della Comunità Montana della
Valnerina (Norcia).

Numerosi sono i volumi e le memorie inerenti queste esperienze, tra cui si ricordano: Verso un nuovo modello del fare urbanistico, Pubblicazione
CNR (40); L'urbanistica trasparente - Esperienza pilota in Valnerina, Franco Angeli (60) ecc.).

Parallelamente alla redazione di Piani Territoriali si sono sviluppate tecniche di progettazione territoriale assistita da computer, di costruzione e
applicazione di modelli per l'analisi, la progettazione e la gestione del territorio, tecniche di aiuto alla decisione per la calibrazione delle scelte
territoriali (Strumenti per la gestione e la valutazione di efficacia di strategie di recupero a livello territoriale, Pubblicazione CNR (77)).

Negli anni recenti le nuove coordinate della Pianificazione ambientale hanno dato l'occasione per valutare i nuovi rapporti che si vengono a stabilire
tra ambiente e territorio e le tecniche, anche di tipo normativo, che presiedono ad un corretto uso delle risorse disponibili. Nello specifico, si sono
predisposte normative tecniche, dinamiche, stratificate, politematiche a variabilità lenta o veloce.

In tale contesto ordinatorio vengono individuate, ad esempio, per le aree extra-urbane, tipologie di situazioni, sulla base di elementi areali, puntuali
e a-spaziali. L'appartenenza di un dato intervento ad una di tali tipologie varia nel tempo ed è pertanto solo al momento dell'intervento che viene
individuata la specifica normazione corrispondente alla tipologia in cui rientra l'oggetto della norma.

E' nell'ambito delle problematiche territoriali che sono stati affrontati i temi propri dell'area culturale a confine con l'economia (Alcuni effetti sullo
sviluppo industriale in un'area arretrata dell'entroterra marchigiano, Economia Marche n. 9, (15); Sviluppo industriale in aree interne e processi di
trasformazione del modello insediativo, Franco Angeli (24); Il modello di industrializzazione diffusa tra crisi e sviluppo, Franco Angeli (33) ecc.) o con
la geografia (Un sistema di trasparenze per una gestione alternativa del territorio, Associazione Geografi Italiani (38)).

Più in generale ho partecipato in modo sistematico all'attività della Regional Science sia a livello nazionale (AISRe) che internazionale (RSA,
Regional Science Association) e dell'IGU (International Geografical Union) presentando relazioni a numerosi congressi nazionali, tra cui quello
organizzato ad Ancona presso l'Istituto di Pianificazione Territoriale nell'ottobre 1992, e internazionali.

E' anche in tale contesto che ha sviluppato le metodiche della modellistica territoriale: dalle prime applicazioni in Italia dei modelli gravitazionali al
territorio (citati da G. Bertuglia in Quaderni dell'Istituto di Pianificazione Territoriale dell'Università di Udine), fino alle moderne tematiche
sperimentali riconducibili alla metafora delle reti urbane come reti neurali.


L'area della Tecnica Urbanistica

Nel difficile compito, più formale che sostanziale, di voler tentare di distinguere l'attività di ricerca secondo le tre aree culturali sopra indicate, va
precisato che, chiamato dalla Facoltà di Ingegneria di Ancona, come vincitore del concorso nel raggruppamento di Urbanistica, ho ritenuto preferibile
afferire al Corso di Tecnica Urbanistica, che costituisce un insegnamento fondamentale per la Facoltà di Ingegneria.

Pertanto, ho approfondito le tematiche di tale area tentando di adeguare, nel tempo, il programma del Corso e le numerose tesi e ricerche
all'evolversi della concezione disciplinare.

Peraltro il Corso è stato strutturato come insegnamento di base propedeutico agli altri corsi di Urbanistica e di Pianificazione Territoriale.

In tale ottica è stato necessario assicurare anche un'azione di supplenza nei confronti di insegnamenti non presenti in Facoltà, quali quelli di Teorie
Urbanistiche e Gestione Urbanistica. Per tale motivo il Corso di Tecnica si è sviluppato in modo forse non del tutto usuale con uno spazio riservato
alle metodologie di piano e all'evoluzione dei suoi contenuti nel tempo.

Al fine di dare una guida pratica di riferimento agli studenti della Facoltà di Ingegneria, spesso "digiuni" di nozioni urbanistiche, ho realizzato un
primo documento a stampa, riservato ai soli studenti. Il testo, realizzato con intenti didattici e didascalici, tenta di individuare alcune "coordinate"
introduttive allo studio della disciplina, segnalando, tra l'altro, le principali tappe culturali dell'evoluzione del concetto e dei contenuti del Piano e
alcuni rapporti tra dinamica politica, economica, legislativa e dinamica della concezione disciplinare (Schede Urbanistiche (55)).

Nello specifico assumono rilevanza, nel corso di Tecnica Urbanistica da me tenuto, anche le esperienze di modellistica matematica strettamente
finalizzata al momento progettuale e pianificatorio: procedure di localizzazione e dimensionamento ottimale degli interventi (con applicazioni
progettuali nell'ambito delle periferie e del sistema di attrezzature urbane), valutazione e progettazione dei sistemi urbani, progetti di recupero sia a
livello di singolo centro che di sistemi di nuclei. Un impegno recente riguarda le modalità di adeguamento degli strumenti urbanistici vigenti ai Piani
Paesistici (es. Adeguamento del PRG di Chiaravalle al Piano Paesistico Ambientale Regionale PPAR, descritto anche in Marcheterritorio N. 0 (45)).

L'ambito strumentale funzionale alle nuove tecniche gestionali riguarda anche la costruzione di uno Sportello Urbanistico che utilizza tecnologie
avanzate per una reimpostazione informatizzata delle procedure di piano (The town-planning-territorial window: a new tool that combine graphic and
numerical information systems, performance models and spatial decision support techniques for a new public body - user relationship, Oxford (65);
The town-planning-territorial window: a tool of the public management for a new public body - user relationship, presentato alla First IFORS
Specialized Conference on Decision Support System, Bruges (61); New information technologies and regional science for the control of territorial
transformations, Istanbul (52) ecc.).

Rientrano decisamente nel settore della Tecnica Urbanistica anche i contributi dati ad alcuni incontri di studio specifici del settore: Strumenti per la
gestione e la valutazione di efficacia di strategie di recupero a livello territoriale, CNR (77); Interactive spatial models for the management of
peripheral geographical systems, Shanghai (56); Methodology and application of spatial models for the management of peripheral systems, Manila
(57).

Un grande spazio infine ho riservato alle ricerche sperimentali nel campo degli strumenti connessionistici finalizzati a migliorare la conoscenza dei
sistemi urbani.

A tale ampia problematica si rifanno le numerose memorie presentate all'AIRO (Associazione Italiana Ricerca Operativa) e i più recenti contributi,
relazionati a congressi internazionali (Neural networks models for urban network planning, Washington (76); A connection approach for Management
of urban system as neural network, Princeton (75); Reticular labyrinths and neural networks for changing environmental management, Stoccolma,
1992 (73); The metaphor of urban networks as neural networks: some models for territorial restructuring management, Lisbona (67); Connection models
for territorial network management, Amsterdam (66); Aplicaciones de modelos de redes neurales para la gestión de las actividades humanas en el
territorio, Buenos Aires (64)).

Ritorna alla pagina precedente

| dipartimento | architettura | rilievo | disegno | urbanistica | storia |
laboratori   convenzioni   ricerca   pubblicazioni

c/o Università Politecnica delle Marche | Ancona | Tel: 071.2204501 Fax: 071.2204882 Via Brecce Bianche, sn | info@dardus.info
© 2004 by Dardus | webdev by Mixweb.it